martedì 9 giugno 2015

LO STATO INTERVENGA SUBITO.

“Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà a Licio Marchese, vittima di una violenza bieca e terribile che ha scosso tutta la nostra comunità”. Con queste parole i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Giovanni Moscato e Andrea Nicosia, esprimono il loro sostegno nei confronti dell’imprenditore e della sua famiglia vittime di un gravissimo episodio di cronaca nera. “Un fatto del genere – proseguono Moscato e Nicosia – colpisce nel profondo la nostra sensibilità e la Vittoria onesta è accanto a Luigi Marchese. Purtroppo la nostra città, negli ultimi mesi, ha dovuto chinare la testa di fronte a un’escalation di violenza che, purtroppo, non si è arrestata”. Per Moscato e Nicosia “I vittoriesi non meritano di essere soggiogati dalla paura e di essere trascurati dallo Stato – ha sottolineato il consigliere -. L’omicidio di stampo mafioso di Michele Brandimarte lo scorso dicembre, l’efferata uccisione di Nicu Radicanu e lo stupro della moglie all’uscita di una discoteca lo scorso aprile e, per ultimo, la sanguinosa rapina ai danni di Luigi Marchese hanno catapultato Vittoria sulle prime pagine dei giornali nazionali”. “Per non parlare della microcriminalità in crescita e i continui furti ai danni dei nostri esercenti. Vittoria non è e non deve essere una zona franca per il crimine e chiediamo un immediato potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio che sono costrette, purtroppo, a fronteggiare l’emergenza criminalità con personale numericamente insufficiente e mezzi non adeguati”. “La Vittoria laboriosa e per bene chiede con forza un intervento immediato per porre fine a una spirale di paura che ha ricoperto la città con i suoi tentacoli. Occorre associare alle iniziative legalitarie la concretezza dei fatti sul territorio. Solo così si possono mettere in pratica gli enuncianti antimafiosi: con i fatti. La legalità non si predica ma si pratica ed è giunto il momento di riportare il sereno nella nostra comunità”.

Giovanni Moscato
Andrea Nicosia

lunedì 18 maggio 2015

“A Palazzo Iacono c’è un clima da teatro dell’assurdo. La nomina di uno dei soliti noti a presidente dell’Emaia è l’ennesimo atto dissennato di un sindaco che ha ridotto a brandelli l’ente fieristico”.

Con queste parole i consiglieri di Fratelli d’Italia, Giovanni Moscato e Andrea Nicosia, hanno commentato la nomina di Salvatore Tolomeo alla presidenza della Fiera Emaia annunciata quest’oggi in conferenza stampa dal primo cittadino.

“Il commissaria mento dell'EMAIA con la nomina del dottor Giuseppe Sulsenti, un dirigente comunale con comprovata esperienza – proseguono i consiglieri di Fratelli d’Italia – e del stimato professionista, Dott. giovanni Di Blasi, doveva servire per porre rimedio alle ingenti perdite accumulate e per risanare l’azienda fieristica che aveva su di sé il peso di conti bancari bloccati e stipendi arretrati da versare ai dipendenti. E adesso dopo nemmeno cinque mesi secondo il sindaco Giuseppe Nicosia una situazione così disastrosa è stata sanata. Così il primo cittadino decide di utilizzare l’Emaia come un “parcheggio” garantito dei suoi sodali in vista della prossima campagna elettorale”.

“Saremmo curiosi di conoscere – attaccano i consiglieri Giovanni Moscato e Andrea Nicosia – le competenze in materia di bilancio e di gestione aziendale del dottor Tolomeo. In più vorremmo sapere come intenderà ripianare le ingenti perdite di centinaia di migliaia di euro”.

“L’azione messa in campo dal dottor Sulsenti – proseguono –  e dal Dott. Di  Blasi è  stata improntata a un’attenta riprogrammazione per salvare l’azienda fieristica. Difatti sono state azzerate le collaborazioni esterne e si è cercato di pagare i fornitori cercando di recuperare i crediti non riscossi. Un’azione che non si sarebbe di certo esaurita in soli cinque mesi”.

“In questo breve lasso di tempo – attaccano Moscato e Nicosia – il sindaco ritiene che il commissario possa aver portato a termine una difficile quanto impervia operazione di risanamento visti i conti disastrati dell’ente? Inoltre il commissario aveva dato l’indirizzo di ridurre il numero degli eventi fieristici puntando solamente su quelli di maggiore spessore. Il nuovo presidente proseguirà su questo solco?”.

Per gli esponenti di Fratelli d’Italia la nomina di Salvatore Tolomeo è “una bieca manovra elettorale”: “Il sindaco usa il Comune, e in questo caso l’Emaia, per gli interessi elettorali del proprio partito. Tutto ciò è moralmente riprovevole e politicamente inaccettabile! Dopo aver ridotto la Fiera Emaia sul lastrico – con perdite milionarie di denaro pubblico – si sbeffeggiano i vittoriesi piazzando per cooptazione un proprio uomo del famigerato cerchio magico che si sta allargando e che si allargherà molto in vista della campagna elettorale”.

“Come gli Unni – proseguono i consiglieri – dove passano Nicosia e il Pd non cresce più un filo d’erba: solo devastazione. Così è accaduto all’Emaia: per dieci anni sotto la gestione incapace di questa amministrazione si è raggiunto il difficile obiettivo di cancellare uno dei poli fieristici più prestigiosi della Sicilia. Non ci sorprendono le visite della Guardia di Finanza e non ci sorprende la mancata volontà del consiglio di istituire una commissione d’indagine sulla gestione dell’ente. Di polvere sotto al tappeto ne hanno messa sin troppa”.

“Le responsabilità hanno nome e cognome: Giuseppe Nicosia. Il sindaco e i suoi uomini alla guida dell’azienda hanno provocato perdite e sprechi milionari: un minimo di decenza politica avrebbe consigliato all’amministrazione di non usare l’Emaia per squallidi fini elettorali affidando la presidenza a chi non possiede i requisiti per portare la Fiera fuori dal guado”.

Purtroppo siamo di fronte all'ennesima operazione elettorale che la Città pagherà a caro prezzo.  Si tratta di un vero e proprio assalto alla Città. In questo ultimo anno Nicosia e soci proveranno a trasformare la cosa pubblica in uno stipendificio per gli amici degli amici.

Nicosia passerà alla storia come il Sindaco che ha distrutto AMIU ed EMAIA. Speriamo che almeno la Città di Vittoria si salvi.

I consiglieri comunali
Giovanni Moscato e Andrea Nicosia

martedì 12 maggio 2015

MOSCATO E NICOSIA : ACCUSATI DI TURBATIVA D’ASTA E DI CONDIZIONARE I DIRIGENTI SOLO PERCHÈ CHIEDIAMO CHIAREZZA? IL NERVOSISMO DEL SINDACO CI DIMOSTRA CHE ABBIAMO VISTO BENISSIMO SULLA GESTIONE DI SERRA SAN BARTOLO.

Appare ovvio che la risposta stizzita e intimidatrice del Sindaco non ci fa paura ma anzi ci conferma che sull’affidamento della gestione del Parco di Serra San Bartolo abbiamo visto benissimo e le nostre preoccupazioni sono più che legittime.
Appare paradossale che il Sindaco ci accusi di interferenze e pressioni illegittime verso il Dirigente al fine di interferire sull’esito di procedure, quando uno dei suoi assessori, Cannizzo, nonché segretario del PD (partito del Sindaco) è in palese conflitto di interessi, e non solo per il caso Serra San Bartolo.
Appare paradossale che Nicosia accusi noi di comportamenti scorretti solo perché abbiamo chiesto chiarezza.
Ma cosa potremmo mai aspettarci da un Sindaco come Nicosia che è stato sotterrato dallo scandalo Dezio da lui difeso a spada tratta (chissà perché), dal Sindaco che in questi anni ha deliberato contributi per centinaia di migliaia di euro all’associazione sportiva (che ha sede presso il suo studio legale) vicina al suo fratellino, dal Sindaco che ha in giunta assessori in pieno conflitti d’interesse.
Siamo ormai certi che il Sindaco non conosca neanche il significato del termine trasparenza amministrativa e legalità.
Addirittura il Sindaco sospetta di un turbativa d’asta e cosa aspetta a denunciare tutto e tutti? E’ un suo dovere o forse è preoccupato che la Procura dia uno sguardo attento alle carte?
Noi abbiamo svolto il nostro ruolo di consiglieri Comunali attraverso gli strumenti che la Legge ci permette cioè la visione e l’accesso agli atti, cosa lo infastidisce?
Ancor più grave poi le ulteriori affermazioni di Nicosia quando dive che la Jumangi ha rinunciato alla collaborazione e questo per tre ordini di motivi:
1)      ha confermato che la Jumangi era interessata al progetto (come noi abbiamo sempre detto) e lo riteniamo, quantomeno, inopportuno considerato che la cooperativa è amministrata da parenti del suo assessore (invece di attaccare noi pensi a calmare le voglie del suo assessore, questo ci si aspetta da un Sindaco);
2)      la Jumangi ha rinunciato e quindi il progetto presentato dall’Antares ora è sostanzialmente diverso da quello presentato e questo va valutato anche in sede di aggiudicazione definitiva;
3)      Ma come fa il Sindaco a sapere della rinuncia della Jumangi? Glielo ha detto Cannizzo: a che titolo? Oppure glielo ha riferito il Dirigente? E anche in questo caso a che titolo considerato che sono in corso le procedure? Queste sono le interferenze.
Noi siamo sereni, lui molto meno e chissà perché.
E che ormai il Sindaco ha perso il lume della ragione lo si capisce quando ci accusa di aver condizionato le scelte del Dirigente, lo stesso dirigente che ha deciso di non presenziare alla Commissione Cultura e che ci ha negato l’accesso agli atti.
L’accusa è ancora più ridicola solo se si pensa che il Dirigente in questione è dirigente dei Servizi sociali cioè il settore di cui è assessore il Cannizzo i cui parenti amministrano la Jumangi.
Ecco la realtà. La famosa cooperativa Jumangi che come unica partecipante si aggiudica le gare per centinaia di migliaia di euro con ribassi dell’1%.
Ma su questo il nostro Sindaco non parla, sta zitto, non interviene, perché?

I consiglieri Comunali di
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale
Giovanni Moscato

Andrea Nicosia

mercoledì 6 maggio 2015

MOSCATO E NICOSIA : SERRA SAN BARTOLO AFFIDATA AI SOLITI NOTI ANCHE IL PARCO E’ DIVENTATO OGGETTO DI SPARTIZIONE E SPECULAZIONE POLITICA


Nel mese di febbraio, su sollecitazione di Fratelli d’Italia e di numerose associazioni ambientaliste costrette a rimanere inermi dinanzi all’abbandono del parco extra urbano, il Comune di Vittoria decideva, con enorme ritardo (il parco era stato già saccheggiato e vandalizzato più volte senza alcuna attività di salvaguardia da parte del Comune) di emanare un avviso pubblico per la gestione del parco naturale  Serra San Bartolo.
Si sperava in un’inversione di rotta, si immaginava ad un parco realmente fruibile all’intera città e invece qualsiasi sogno è stato frustrato da becere logiche di speculazione e spartizione politica.
Invero nonostante numerose associazioni ambientaliste, culturali, teatrali, di attività sociale tra cui WWF, Fare Verde, Corpo bandistico, Spazio instabile, Parent Project, Movimento educazione cinofila, ACEV e altre ancora avessero deciso di unirsi per presentare un unico progetto di gestione del Parco incentrato alla rivalutazione dello stesso e contemporaneamente per permetterne la totale e assoluta fruibilità pubblica all’intera collettività, il Comune ha fatto altre valutazioni.
Invero, con l’aggiudicazione provvisoria, è stato preferito il progetto di una cooperativa di modica che si occupa di disabilità mentale che ha presentato un progetto certamente diverso rispetto a quello delle associazioni di cui sopra e che soprattutto ha una visione del parco non corrispondente alle esigenze della città e della collettività, cioè la totale e assoluta fruibilità pubblica.
Ci siamo subito chiesti il perché di tale scelta e dopo la visione degli elaborati progettuali abbiamo ottenuto la risposta: sono stati preferiti i soliti noti.
Infatti da un’attenta lettura dei progetti si viene a scoprire che il progetto vincente era stato presentato dalla cooperativa Antares di Modica ma in collaborazione con la Cooperativa Jumangi, la famosa cooperativa vicina all’assessore Cannizzo i cui parenti sono amministratori della stessa, la cooperativa che si aggiudica le gare, come unica partecipante,  con ribassi d’asta del’1%.
Non è bastato lo scandalo Dezio, altro che trasparenza e legalità. Qui si sta iniziando la campagna elettorale permettendo alle persone e associazioni vicine al PD di poter sfruttare gratuitamente alcuni beni comuni, beni del’intera collettività.
Quanto avvenuto con Parco Serra San Bartolo è gravissimo, i conflitti di interesse e familiari di quest’amministrazione sono sempre più marcati, altro che questione morale, questi signori ormai non hanno più senso del pudore.
Ormai manca solo 1 anno alla fine della legislatura ed è iniziato l’attacco ala Città, si sta organizzando il saccheggio della Città finchè si è in tempo.
Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto.
E’ arrivato il momento che le istituzioni fermino il saccheggio e riportino la legalità in Città.
Ma ancora c’è rimedio. L’aggiudicazione non è definitiva. Speriamo che il Sindaco e il Dirigente ci smentiscano, ne saremmo felici per l’intera Città.
Intanto il Presidente della Commissione Cultura, Andrea Nicosia, ha convocato per Venerdì 8 maggio, apposita commissione per discutere proprio dell’affidamento del Parco di Serra San Bartolo.
I consiglieri Comunali di
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale
Giovanni Moscato

Andrea Nicosia

sabato 11 aprile 2015

“PRENDIAMO ATTO DELLA SENTENZA DEL TAR CATANIA. PROPOREMO IMPUGNAZIONE AL C.G.A. “

Nel rispetto degli organi della giustizia amministrativa, prendiamo atto della Sentenza del TAR Catania sulla questione riguardante il PRG.
Riteniamo corretto e doveroso non commentare né criticare la Sentenza in questa sede, ma come nostro diritto la impugneremo nelle sedi competenti.
La battaglia sul PRG non finirà qui, andremo avanti in tutti i gradi del giudizio.
Ci dispiace ascoltare i toni trionfalistici dei ricorrenti e dell’amministrazione perché a nostro parere c’è poco da festeggiare per una serie di motivi:
1)                        i ritardi accumulati da quest’amministrazione dal 2005 ad oggi (ben 10 anni) quando nelle Città NORMALI bastano due anni per ottenere una revisione del P.R.G. condivisa;
2)                        la scadenza dei vincoli preordinati dal 2008 che consegna la Città alla legge del più forte;
3)                        i tempi ancora lunghissimi per la gestazione perché con l’accoglimento del ricorso è stata annullata delibera e quindi lo schema di massima di revisione del p.r.g., e si dovrà ripartire dal punto di partenza;
4)                        Un consiglio comunale mortificato ed esautorato dalla proprie competenze a favore di decisioni giuridiche di altri organi, non politici;
Teniamo a precisare che la Sentenza, peraltro, non entra nel merito delle difese dei ricorrenti e dell’amministrazione circa l’illegittimità del nostro emendamento ma accoglie il ricorso solo per motivi procedurali e specificatamente per assenza della trasposizione cartografica dell’emendamento.
Continuiamo ad essere convinti della bontà del nostro lavoro e del nostro emendamento e quindi della nostra idea di PRG, fatta a misura di città e per la Città, in difesa del territorio contro le speculazioni e la cementificazione, che toglieva ben 560 ettari alla perequazione selvaggia così come scelleratamente proposto dal PD e dall’Amministrazione Comunale.
Il Tar nulla dice circa il merito del nostro emendamento chiarendo, quindi, ancora una volta che tutte le critiche lanciateci dall’amministrazione comunale e dal PD erano infondate.
Proprio per tali motivi ricorreremo al Consiglio di Giustizia amministrativa contro la Sentenza del Tar Catania.
La battaglia per una Città libera non è finita, anzi siamo solo all’inizio.


I consiglieri Comunali

Moscato, Nicosia, Mustile, Garofalo, La Rosa, Barrano, Cirica, Caruso, Sanzone, Lombardo, Aiello, Cannizzo

venerdì 3 aprile 2015

MOSCATO “ RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 5%. I NUMERI CERTIFICANO IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE AMBIENTALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE” NICOSIA “UN DANNO ENORME PER L’AMBIENTE E PER I CITTADINI”

La percentuale di Raccolta differenziata è di circa il 5%.
Questi sono i dati ufficiali ottenuti dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giovanni Moscato e Andrea Nicosia, a seguito di apposita interrogazione consiliare.
“Sono numeri disastrosi, terrificanti che dimostrano inequivocabilmente l'ennesimo fallimento delle politiche ambientali dell'amministrazione Nicosia” questo è il commento dei due consiglieri Comunali.
“Dopo le discariche abusive, il centro di compostaggio inattivo, il centro di raccolta chiuso, il depuratore per mesi non funzionante ecco adesso la dura realtà anche sulla raccolta differenziata. Non sono bastati gli annunci spot di quest'amministrazione, la differenziata è al 5%, di fatto non esiste”.
Lo avevamo detto dal primo momento che così come organizzata dal comune e dalla Sap, la raccolta sarebbe stata un flop. Nessuna campagna preparatoria, assenza di informazioni, assenza di coinvolgimento. Avevamo detto dal primo minuto che il tutto sarebbe stato un flop”.
“In una città come la nostra occorreva partire con la raccolta porta a porta così come si è fatto in migliaia di città ma nessuno ci ha voluto ascoltare. La verità è una sola: questa amministrazione e' disinteressata alle problematiche ambientali”.
“ A Nicosia e soci interessano solo le medagliette, interessa loro poter dire, ai fini elettorali, di aver iniziato la raccolta differenziata. Purtroppo la verità è un'altra. Con il loro modo di amministrare hanno sfiduciato chi nella  differenziata credeva e si è impegnato a fare. Adesso sarà tutto più complicato”.
“Come al solito adesso ci aspettiamo la solita risposta scarica barile dove il sindaco attaccherà la SAP, declinado qualsiasi responsabilità, come se lui non avesse potere di controllo o vigilanza sul l'esatto adempimento del disciplinare sottoscritto con l'azienda. Come al solito la colpa sarà degli altri ma a pagarne le conseguenze sarà il territorio, saranno i cittadini”.
“Il servizio rifiuti costa al nostro comune circa 9 milioni di euro, somma questa coperta interamente dalla tari e quindi dai cittadini. La raccolta differenziata oltre che  dal punto di vista ambientale incide profondamente sulle tasche dei cittadini e anche sulle casse comunali. Ma come è possibile non rendersene conto?”
“Occorre un vero progetto di riforma delle politiche ambientali di questa città. Nicosia e il PD hanno governato 10 anni, hanno avuto tutto il tempo per lasciare il segno e invece hanno lasciato solo macerie. Hanno fallito senza alcuna giustificazione. La città ne ha già preso atto”.



Giovanni Moscato                                Andrea Nicosia

giovedì 26 marzo 2015

MOSCATO E NICOSIA “ALL’INTERNO DEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO SI PERCEPISCONO TENSIONI. UN PERIODO COSI’ DIFFICILE RICHIEDE UNO SFORZO FINALIZZATO A RISTABILIRE LA SERENITA’ DEL CLIMA”.

Il mercato ortofrutticolo, in questi ultimi giorni, è diventato scenario di scontri e tensioni. Un’amministrazione sensibile alla principale fonte di economia del territorio avrebbe agito differentemente. Abbiamo assistito al susseguirsi di eventi che hanno minato la serenità di chi in quella struttura lavora con sacrificio e migliaia di difficoltà.
Prima le dichiarazioni generalizzate e generiche di Lumia; poi le accuse della commissione nazionale antimafia che piuttosto che incontrare gli operatori economici della città, ha preferito incontrare solo l’esecutivo cittadino rendendo quel’incontro pura occasione propagandistica.
 Ciò che preoccupa maggiormente, però, è il clima creatosi in seno alla struttura tra coloro i quali dovrebbero, invece, agire con finalità comuni. Infatti se da una parte non si fa altro che propalare sedicenti rivoluzioni al Mercato con riferimento ai nuovi sistemi di controllo, al nuovo regolamento e ai servizi offerti agli operatori della struttura mercatale, dall’altra parte gli operatori continuano a denunciare disagi e difficoltà vissute quotidianamente in quella struttura. Un’amministrazione efficiente, alle lamentele provenienti da tutte le categorie che operano in quella struttura, avrebbe agito convocando gli operatori per creare le sinergie giuste in modo da rilanciare la struttura di C.da Fanello, volano economico della Città.
Un’amministrazione intelligente avrebbe interloquito con gli operatori, chiedendo anche il massimo sforzo alla Vittoria Mercati e alla Direzione Mercato.
Più volte gli operatori hanno denunciato la mancanza di dialogo con l’amministrazione, in ultimo il mancato coinvolgimento per la redazione del nuovo regolamento di mercato. Il Sindaco e la Giunta lo hanno approvato senza sentire il bisogno di condividerne il contenuto.
Ebbene alle critiche degli operatori è seguito il silenzio. Al silenzio sono seguite le ispezioni e contestazioni di alcune condotte frutto dell’assenza di logistica seria in una struttura come quella di Vittoria. La struttura di C.da Fanello, purtroppo, è priva dei servizi di logistica e chi viene ad acquistare la merce non ha la possibilità di appoggiarsi ad una struttura pubblica e spesso, anche a causa delle condizioni meteo, si appoggia ai box. Le carenze della struttura mercatale dovute all’assenza di intereventi e programmazione dell’Amministrazione comunale viene ribaltata sugli operatori, a discapito, quindi, di chi fa ciò al fine di garantire la presenza dei commercianti, figure essenziali all’interno di una struttura mercatale. Piuttosto che scusarsi e lavorare ad una piattaforma servente l’attività dei commercianti, si colpiscono i concessionari.
Altro che buon senso. In un momento di così grave crisi economica del nostro territorio, tutti dovrebbero remare dalla stessa parte, ma invece c’è chi è interessato a rompere, distruggere. Spiace dirlo ma all’interno del mercato si stanno creando tensioni, sembra di ritornare indietro di decenni. Tensioni dimostrate dalle recenti dimissioni del presidente e del direttivo dell’associazione dei commissionari. La città non può permettersi l’irresponsabilità degli odierni amministratori. Amministratori che utilizzano le difficoltà di un intero settore per finalità che non comprendiamo.
Perché da oltre 30 anni il Mercato Ortofrutticolo, in prossimità delle campagne elettorali,  diventa oggetto di scontro politico? Perchè non si pensa ad una strategia comune? Perché non si pensa a rilanciare il mercato ortofrutticolo?
Noi vorremmo solo una Città normale dove Amministrazione comunale, imprese, produttori, concessionari lavorassero in sinergia per il bene economico dell’intera Città.
E’ chiedere troppo?



Giovanni Moscato                              Andrea Nicosia

martedì 24 febbraio 2015

COMMISSIONE D’INDAGINE SULL’EMAIA: ”SCONCERTANTI E FALSE LE DICHIARAZIONI DEL SEGRETARIO DEL PD”

Siamo costernati dalle falsità raccontate dal segretario del PD circa la commissione d’indagine sull’EMAIA. Affermare che l’istituzione della detta commissione è un escomatage dell’opposizione per lucrare il gettone di presenza, rappresenta un atto meschino e denigratorio che dimostra tutta l’inadeguatezza di Cannizzo al ruolo che ricopre, cioè quello di amministratore pubblico.
Cannizzo mente sapendo di mentire, dando prova così della sua mediocrità politica.
Tutte le opposizioni, e anche il II circolo del PD, durante la seduta consiliare del 19/02 c.a. hanno dichiarato la volontà di istituire la commissione, in maniera del tutto gratuita e senza alcun gettone, e tutto questo alla presenza dello stesso Cannizzo.
Inoltre l’opposizione ha presentato apposito emendamento che prevede, appunto, che i componenti della Commissione non percepiranno alcun gettone di presenza.
La malafede di Cannizzo è evidente anche perché lui stesso poi dichiara che dell’indagine possa occuparsene la commissione trasparenza, affari generali o bilancio, cioè le commissioni permanenti che non solo non hanno poteri d’indagine ma per le quali, tra l’altro, è previsto il gettone di presenza.
La vera e unica realtà è che Cannizzo e quella parte del PD, da Lui rappresentata, non vuole in nessun modo, che il Consiglio possa individuare responsabilità nella gestione dell’EMAIA.
Di cosa ha paura il PD se l’EMAIA è stata amministrata con la diligenza del buon padre di famiglia?
Perché il PD non vuole che la Città conosca i motivi per cui l’EMAIA oggi presenta un bilancio in perdita con svariati milioni di euro di debiti nei confronti di banche, fornitori e lavoratori?
Perché il PD non vuole che la Città conosca della gestione disastrosa  degli ultimi 10 anni dell’EMAIA che ha costretto il Sindaco al commissariamento dell’ente?
I numeri sono impetuosi e non ammettono libera interpretazione.
Proprio la scelta di commissariare l’EMAIA è l’ammissione del fallimento della politica del Sindaco e del PD, perché non può certo dimenticarsi che il CDA viene nominato dal Sindaco e che in tutti questi anni alla guida dell’EMAIA vi sono stati importanti dirigenti del Partito Democratico, come l’attuale Presidente del Consiglio, Salvatore Di Falco, l’attuale esperto del Sindaco, Angelo Fraschilla, il Segretario provinciale del PD, Giovanni Denaro, l’attuale Presidente de “I SOCI” (l’associazione sportiva per tanti anni presieduta dal fratello del Sindaco) Paolo Sbezzo.
Abbiamo chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine sull’EMAIA perché vogliamo vederci chiaro, non è più possibile pensare che chi ha amministrato l’Ente in maniera così dissennata non si assuma le responsabilità dovute.
Vedremo se il PD rappresentato da Cannizzo, avrà il coraggio di approvare l’istituzione della commissione di indagine o invece farà finta di nulla pur di salvaguardare e coprire le magagne del PD e dei suoi dirigenti.
La Città ha il diritto di conoscere.
È inutile che Cannizzo porti avanti il vessillo della trasparenza e legalità della Giunta Nicosia, ormai non sono credibili.
Di quale legalità parla Cannizzo, di quella con la quale sono stati affidati incarichi a familiari di Assessori? 
Un segretario di partito politicamente serio non avrebbe acconsentito a che il Sindaco nominasse esperto il responsabile dello sfacelo dell'Emaia. In effetti non ci aspettavamo tali autorevoli riflessioni, né ravvedimenti in ordine all'opportunità di alcune scelte ciò in quanto è lo stesso segretario nonché assessore del Pd ai servizi sociali a non avere mai sentito il dovere di evitare che la cooperativa dei propri familiari partecipasse alla assegnazione dei servizi sociali. Sarebbe stata una questione di correttezza, ma a quanto pare per l'assessore Cannizzo non ha mai sentito il dovere di evitare di far sorgere sospetti ed ombre in ordine alla propria posizione di controllato ( come marito dell’amministratrice della cooperativa partecipante) e controllore ( come esperto e assessore al ramo).
Ricordiamo a Cannizzo che gli amministratori hanno il dovere di servire la Città e non di servirsi della Città.
Ma è in grado di capire la differenza? I vittoriesi lo hanno già capito.

Giovanni Moscato                     Andrea Nicosia           Giuseppe Mustile        Mariella Garofalo      
Daniele Barrano                      Santo Cirica               Franco Caruso          Andrea La Rosa

mercoledì 11 febbraio 2015

VARIANTE NISCESCIA

Sulla variante Niscescia, ossia sulla richiesta di trasformazione di un’area di 50 mila metri quadri da zona
agricola a zona turistica alberghiera a Scoglitti, esitata dal consiglio comunale la settimana scorsa e su cui il Consiglio ha ritenuto di tornare a discutere  in occasione del Consiglio comunale di giovedì scorso, non può non essere evidenziata, e comunicata alla città, la diversità di vedute tra il governo della città e l’opposizione.
Fermo restando che non crediamo assolutamente a meccanismi di collusione o di affari  di consiglieri o di amministratori, riteniamo, tuttavia, non si possa tacere o lasciare passare al Sindaco della città affermazioni prive di contenuto e farneticanti come quelle che lui stesso ha fatto.
Bisogna ogni tanto cercare di spegnere gli incendi e non accendere fuochi in una città che già vive in un clima molto pesante, fatto di sospetti e allusioni, di diffidenze e antichi rancori.
Per essere ancora più precisi, questa variante, che rappresenta l’unico caso a Vittoria nell’ambito delle varianti al PRG, era stata valutata positivamente dalla Commissione Assetto, ma fatti accaduti in un secondo momento ci hanno indotto a cautela e a rivedere l’iter procedurale per convingerci, senza ombra di dubbio alcuno, sulla bontà dell’iniziativa.
Quando un terreno passa con un colpo di matita da un valore di 250 mila euro ad un valore di oltre 5 milioni di euro bisogna quantomeno essere cauti per non incorrere in errori di valutazione anche se fatti in buona fede.
Avevamo, al fine di approfondire il tema, chiesto di tornare ad affrontarlo in commissione Assetto Territoriale dati i dubbi, successivi alla prima commissione, sorti in alcuni di noi. Le perplessità sono state ulteriormente rafforzate dalle dichiarazioni rese dal Segretario Generale del Comune, il quale, in occasione di una seduta congiunta delle commissioni, ha espresso le proprie perplessità in ordine all’assenza del proprio parere preventivo. Ciò avrebbe, quindi, dovuto indurre gli uffici tecnici ad evitare un autonomo e quanto meno inusuale atto di proposta. A maggior ragione considerata l’entità della variante.
Ci saremmo aspettati un ravvedimento della maggioranza in ragione delle dichiarazioni del Segretario comunale. Inoltre, gli amministratori della città e il Sindaco Nicosia, avrebbero dovuto, per un intervento così invasivo, tenere in debita considerazione l’esistenza di una pendenza giudiziaria innanzi al TAR.
La richiesta di approfondimento avanzata in assoluta buona fede da parte di questa opposizione (che già in commissione aveva espresso parere favorevole) avrebbe dovuto trovare accoglimento data, altresì, la modifica della compagine amministrativa e del diverso assessore all’urbanistica. L’attuale assessore all’urbanistica non ha vistato l’atto; non è il proponente dello stesso. Questa variante è, motu proprio, stata portata in consiglio dal dirigente all’urbanistica che avrebbe dovuto certamente prestare maggiore attenzione alle richieste e sollecitazioni del Consiglio. Senza considerare che il dott. Cosentino in commissione, in occasione della discussione, ha dichiarato si trattasse solo di una richiesta (le dichiarazioni sono a verbale), salvo poi venire a conoscenza dell’avvenuto deposito del progetto, correlato degli allegati tecnici, di cui la commissione non è stata certamente informata né resa edotta.
Quanto alle dichiarazioni farneticanti del Sindaco Nicosia, teniamo a precisare che nessuna mummificazione, nessun tentativo di affamare il turismo è perseguito da questa opposizione.
Quando mai ci siamo opposti allo sviluppo in questa direzione? Ricordiamo al Sindaco (ammesso ne sia a conoscenza) che nel vigente PRG esistono tante aree (circa 80 ettari) destinate alla realizzazione di villaggi turistici in ambito chiuso e residenze turistico alberghiere.
Perché, invece, questa fretta?
Perché questi trionfalismi?
Tutte domande che abbiamo fatto al neo assessore Cilia il quale ora dovrà guardare, con molta attenzione e con la coscienza pulita che gli riconosciamo, insieme agli uffici la vicenda e riportarla in aula per l’approvazione definitiva o per la bocciatura.

I consiglieri comunali
Mustile     Garofalo    Moscato    Nicosia

Barrano    Sanzone     Caruso     Cirica        La Rosa

giovedì 8 gennaio 2015

Nuova giunta un'operazione promozionale

Le sedicenti “difficoltà” riscontrate dal Sindaco della città di Vittoria in queste settimane, che avrebbero dovuto giustificare tempi tanto lunghi quanto insoliti per chi vive responsabilmente il proprio ruolo amministrativo, hanno, invece, portato alla rappresentazione di una giunta che tanto ricorda gli albori della prima giunta del Governatore Crocetta (la peggiore che la Sicilia abbia avuto e giunta la quale, tuttavia, non ebbe fortuna nonostante nomi certamente autorevoli). Quella presentata ieri è stata l’ennesima occasione per il primo cittadino per inscenare l’ormai consueto e ripetitivo teatrino della sua “buona amministrazione”. Peccato che lo stesso si sia reso conto troppo tardi, nonostante lo gridassimo da anni, di quanto inefficiente e inadeguata fosse la sua azione di governo. Quella presentata ieri è, in parte uno specchietto per le allodole, allo stesso modo lo è stata la carta di Pisa (ripetutamente violata) ed il continuo ricorso alla tanto declamata trasparenza nell’azione amministrativa, tanto importante da non essere più tra le deleghe di competenza di alcun assessore, e dall’altra un richiamo al sistema con nomi che continuano a rappresentare il tanto amato conflitto di interessi, vivo più che mai, all’interno del club Nicosia. Non si conoscono né i programmi di questo fantomatico rilancio amministrativo e né l’impegno che figure stabilmente fuori sede potranno dare all’azione di governo. Bonetta e Di Modica, figure certamente di rilievo, che apporto potranno dare a Vittoria dati i lori impegni lavorativi in altra sede? Non è dato saperlo. Ancor di più, ci sarebbe da chiedersi con quali risorse economiche si vorrà dare la possibilità ai vari Bonetta e Di Modica di mettere in campo le loro idee? Quesiti ai quali ieri pomeriggio non si è data risposta. Solo l’ennesima ed inutile fitta coltre di fumo da addensare dinanzi agli sguardi dei vittoriesi. Una giunta nuova di zecca. Ma di cosa stiamo parlando? Ancora una volta del nulla. Il nulla assoluto. Oltre ai nomi di figure tecniche, carnet completato dall’imprenditrice Lisa Pisani, il festival dell’usato garantito. Enzo Cilia, Francesco Cannizzo e Filippo Cavallo. Il primo, al quale è toccata la delega all’urbanistica, rappresenta una curiosa certezza. I vittoriesi ricorderanno come proprio Cilia votò insieme a noi la variante allo schema di massima al Prg. Cosa farà adesso nelle vesti di amministratori. Arretrerà il passo e si allineerà a Nicosia o smentirà lo stesso, portando avanti la linea che ha portato nei mesi scorsi la rottura tra Sel e Pd? Riguardo a Cannizzo, (bocciato dall’elettorato, ma premiato dal Sindaco della Città) la peggior scelta possibile, c’è molto da dire e lo faremo nell’imminente futuro ma una cosa è certa, tolto Dezio, è lui a rappresentare l’emblema del conflitto di interessi. Consulente alle politiche sociali ieri ed assessore oggi, con stretti familiari nel consiglio di amministrazione di cooperative sociali (da lui stesso in passato amministrate) che prestano servizio per l’amministrazione comunale. A Vittoria, non si lascia. Si raddoppia. Senza dimenticare l’ennesima umiliazione per Scoglitti che è rimasta senza rappresentanza alcuna. Alla faccia delle rassicurazioni dello stesso Sindaco che ha sempre definito Scoglitti “una risorsa per il nostro territorio” e che di fatto è stata sfruttata dal Pd e dal Sindaco Nicosia solo per raccogliere voti, Scoglitti sedotta e abbandonata. Unica nota positiva la nomina all’EMAIA di due Commissari come Sulsenti e Basile che avranno l’arduo lavoro di rimettere in piedi e risanare un’azienda distrutta e ridotta sull’orlo del baratro dagli uomini del Sindaco e del PD. Questa è la “nuova” giunta che Nicosia ha pensato per concludere in bellezza il decennale del fallimento, che lo ha visto nella triplice veste di regista - attore – protagonista”. Il conto, salatissimo, ancora una volta lo lascia alla città. Non serviva una nuova giunta, occorre un nuovo sindaco.


 I Consiglieri comunali                                                        I Consiglieri di quartiere di Scoglitti


G. Moscato - A. Nicosia                                    S. Poidomani - A. Macauda - L. Fichera - C. Incorvaia